05 dicembre, 2012

Il peggior Natale della mia vita


Trama:
Mancano tre giorni a Natale. Giorgio, sua moglie Clara, la figlia Margherita arrivano alle pendici del Monte Rosa, invitati nel castello appena acquistato da Alberto, scampato a una grave malattia. Alberto pensa di lasciare a Giorgio, già suo vice, il comando dell'azienda. Giorgio è teso sia per questo ancora segreto 'regalo' sia per l'imminente arrivo di Paolo, marito di Margherita, al nono mese di gravidanza. Dal momento in cui arriva, Paolo combina un guaio dopo l'altro, fino a procurare un incidente a Alberto, e ritenersi obbligato ad annunciarne la morte. Il dolore cala nel castello a cominciare dalla figlia di Alberto, Benedetta, anche lei incinta, ma dopo un'operazione in Spagna. In realtà l'uomo guarisce, si riprende e trasforma tutte le persone arrivate per la veglia funebre in invitati alla festa di Natale. Nel bel mezzo di musica e canzoni, Margherita accusa in anticipo le doglie dl parto. Difficoltà, imbarazzi, arrivo concitato dell'ambulanza. Infine la bambina nasce, e Paolo la tiene in braccio con enorme paura da parte della mamma e dei nonni.

Scheda:
Titolo originale: Il peggior Natale della mia vita
Nazione: Italia
Anno: 2012
Genere: Commedia
Durata: 93'
Regia: Alessandro Genovesi
Sito ufficiale: http://it.cinema.yahoo.com/...
Social network: facebook
Cast: Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Antonio Catania, Anna Bonaiuto, Dino Abbrescia, Andrea Mingardi, Ale, Franz
Produzione: Colorado Film, RTI, Film Commission Vallée d'Aoste
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

Orari:
SABATO 8 DICEMBRE: Spettacolo Teatrale
DOMENICA 9 DICEMBRE: ore 17,30 – 21,15
LUNEDI’ 10 DICEMBRE: ore 21,15

Valutazione:
[tratta da http://www.siti.chiesacattolica.it/pls/siti/datafilm_cnvf.dati_film?c_doc=6649&origine=0&from_acec=1]

Dice Genovesi: "Il finale del precedente titolo (La peggior settimana della mia vita, 2011) era stato lasciato volutamente aperto(...) avevamo tutti voglia di proseguire, di ritrovarci per dare vita ad un'altra impresa e per fare un po' i cretini tra noi...". Così è stato, bisogna dire. Fabio De Luigi prosegue a dare vita "ad una serie ininterrotta di azioni maldestre, gaffe e situazioni assurde che coinvolge tutti i presenti nel castello". E gli altri personaggi che di volta in volta lo incontrano vivono reazioni stupite, arrabbiate, interrogative. Insomma tutto nelle regole di una comicità dissonata e un po' sgangherata, quà e là divertente ma forse poco controllata. La 'balordaggine' di Paolo risulta infatti fin troppo sottolineata oltre il necessario, anche quando si inoltra palesemente nei territori del 'non sense'. L'operazione è simpatica e gradevole ma il risultato è quello di una prodotto leggero e fragile, in linea con una commedia italiana di generose e limitate ambizioni

Recensione:
[tratta da http://www.sentieridelcinema.it/recensione.asp?ID=1933]

Commedia brillante e divertente, seguito efficace de La peggior settimana della mia vita. La vicenda è da tipica commedia degli equivoci. Paolo (un De Luigi in forma che collabora anche alla sceneggiatura) è in viaggio per Gressoney, portandosi dietro la piscina in cui la moglie Margherita (Cristiana Capotondi), incinta all'ultimo mese, vuole partorire. Il contesto è però particolare: i suoceri che mal sopportano il goffo genero l'hanno invitato in un castello splendido di proprietà di Alberto (Abatantuono, in gran forma) per festeggiare il Natale. Ma le complicazioni non mancheranno. 
Dirige Alessandro Genovesi, già autore del primo episodio e della sceneggiatura del bel Happy Family di Salvatores. Il film funziona e non certo per l'originalità delle gag o della vicenda. Anzi, proprio la volontà di Genovesi di accodarsi alla classica commedia degli equivoci rende il film ancora più gustoso per la capacità degli attori e degli sceneggiatori di rendersi simpatici senza ricorrere ad alcuna volgarità. Tante le gag riuscite: l'entrata in scena di Paolo, la questione della piscina, la parentesi surreale e riuscitissima con protagonisti gli stralunati Ale e Franz nei panni di due impresari di pompe funebri. Soprattutto è la verve degli attori a rendere gustosa l'operazione: De Luigi si conferma un buon attore e il suo personaggio naif, goffo e candido al tempo stesso è uno spasso ma sono le “spalle” a essere ancora più divertenti. Abatantuono si trova confezionato addosso un personaggio sornione e ironico; e l'equivoco che lo vede protagonista ha tempi comici perfetti. Ma anche i suoceri Antonio Catania e Anna Bonaiuto e il maggiordomo Dino Abbrescia mostrano tutta la propria esperienza di grandi attori prestati al ruolo di caratteristi. Fa eccezione il personaggio di Laura Chiatti, la figlia di Abatantuono, meno brillante e dalla comicità sin troppo forzata: forse l'unico personaggio non fondamentale nell'economia narrativa. Ma è un piccolo neo di un film semplice, di puro intrattenimento e positivo, sorretto da due bravi sceneggiatori che lavorano sui meccanismi classici della risata (gli opposti, gli equivoci, il surreale) senza mai ricorrere al sesso, alle banalità, alla caricatura a cui anche tanta recente commedia statunitense, più blasonata, ci ha abituati. Non è poco.

Simone Fortunato









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