08 marzo, 2011

Il Grinta

Trama:
Il Grinta è un'avventurosa storia Western di vendetta e coraggio.
Ambientato intorno al 1870, nell'America di frontiera subito dopo la Guerra Civile, è raccontato da Mattie Ross, che a 14 anni si mette in viaggio verso Fort Smith, nell'Arkansas determinata ad ottenere giustizia per la morte del padre, ucciso a sangue freddo.
Mattie Ross (Steinfeld) arriva a Fort Smith unica rappresentante della propria famiglia, in cerca del codardo Tom Chaney (Brolin), che si dice abbia ucciso suo padre in cambio di due pezzi d'oro, prima di fuggire in Territorio Indiano, facendo perdere le sue tracce. Determinata ad inseguire Chaney per vederlo un giorno impiccato, Mattie chiede aiuto ad uno dei più spietati sceriffi della città - l'ubriacone dal grilletto facile Rooster Cogburn (Bridges), che, dopo aver rifiutato più volte, alla fine accetta di aiutare Mattie a trovare Chaney. Ma Chaney è già inseguito dal ciarliero Texas Ranger LaBoeuf (Damon), che da la caccia al killer per riportarlo in Texas e riscuotere la grossa taglia che pende sulla sua testa - circostanza che porta il trio ad incontrarsi lungo la strada. Determinati e testardi, ciascuno guidato da un suo codice morale particolare, formano un ensamble improbabile che cavalca verso un futuro imprevedibile avvolto nella leggenda e fatto di errori e brutalità, di coraggio e delusioni, accanimento e purissimo amore...

Scheda:
Titolo originale: True Grit
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Western
Durata: 110'
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Sito ufficiale: www.truegritmovie.com
Sito italiano: http://www.ilgrinta-ilfilm.it/
Social network: facebook, twitter
Cast: Jeff Bridges, Hailee Steinfeld, Matt Damon, Josh Brolin, Barry Pepper, Dakin Matthews, Jarlath Conroy, Paul Rae, Domhnall Gleeson, Elizabeth Marvel, Ed CorbinLeon Russom
Produzione: Scott Rudin Productions, Mike Zoss Productions
Distribuzione: Universal Pictures Italia

Orari:
Sabato 12 mar

21,15

Domenica 13 mar

17,30 - 21,15

Lunedì 14 mar

21,15


Recensione:
Tratta da http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-il-grinta-1004.htm

Remake dell'omonimo film che valse l'unico Oscar della carriera a John Wayne nel 1969, è un grande western classico, probabilmente il più riuscito dai tempi de Gli spietati di Eastwood del 1992. Così il western per i fratelli Coen (ma attenzione perché come produttore esecutivo c'è un certo Steven Spielberg) è una grande sfida. Il western è il genere principe del cinema americano ed ha raccontato sempre, tra alti e bassi, una concezione della vita animata da ideali semplici quanto grandi – l'amicizia, il sogno americano, la famiglia – in un terreno arido dove a scontrarsi era spesso il male e il bene ben delineati e facilmente riconoscibili.

Anche la storia del western conosce mutamenti, strappi e complessità, ma il territorio dove si muovono diligenze e cowboy e indiani è un territorio profondamente morale e le storie in esso ambientate, fino ai tardi western come Balla coi lupi (Costner, 1990) o il già citato Gli spietati, sono storie realistiche e metaforiche al tempo stesso. Così, i Coen prendono come punto di riferimento un western tardo con Wayne, rimangono aderenti nel complesso alla storia, prendendosi delle libertà nel finale e dirigono un film perfetto, commovente, intessuto di grandi omaggi al cinema del passato. E che omaggi! Se infatti dietro la storia della tenace ragazzina protagonista (resa con una interpretazione da Oscar dall'esordiente e giovanissima Hailee Steinfeld) alla ricerca dell'uomo che l'ha resa orfana si nasconde una storia e un percorso simile proprio a Sentieri selvaggi, è anche vero che il simbolismo forte della vicenda (il viaggio per incontrare il Male come percorso di crescita e di consapevolezza) richiama quello che è stato considerato, a ragione, come il film americano per eccellenza, quel meraviglioso La morte corre sul fiume di Charles Laughton che metteva in viaggio due orfanelli in fuga da un uomo che aveva loro ucciso la madre e che i Coen richiamano esplicitamente nello splendido finale sulle note di Leaning on everlasting arms.

Sarebbe però riduttivo guardare al film dei Coen come una semplice rassegna per quanto elegante di grandi film del passato, come si capisce fin dall’incipit (“A questo mondo nulla è gratuito eccetto la grazia di Dio”). Il Grinta è il racconto di un viaggio di tre personaggi feriti dalla vita. Ferite fisiche, come si vedrà nel corso del film, ma anche ferite meno visibili e più dolorose che non si rimargineranno mai: Mattie, la ragazzina, dovrà chiudere letteralmente i conti che la morte del padre ha lasciato aperto; il Grinta deve convivere con un passato oscuro segnato dall'abbandono e dalla solitudine. Personaggi pieni di limiti, per nulla eroici nel senso più ovvio del termine, che il Destino metterà insieme per un viaggio che li cambierà profondamente.

In particolare, in questo strano triangolo che si vedrà formare – uno sceriffo alcolizzato, un ranger un po' arrogante e una ragazzina tenace ma che non sa nulla della vita – saranno proprio i due uomini burberi e selvatici a cambiare nel rapporto con Mattie, colpiti, anche inteneriti da quella tenacia mai vista, da quelle ragazzina pronta ad attraversare le terre selvagge per guardare in faccia il Male che ha toccato la sua vita. Così, dopo i diversi colpi di scena del film, raccontato tra l'altro con continui rimandi a immagini bibliche come fossimo in un racconto di Flannery O'Connor, non può colpire la commovente sequenza in cui vediamo un vecchio che – prima facendo correre all'impazzata il cavallo e poi in una lunga, interminabile marcia a piedi – non si dà per vinto. Ma tenacemente porta in salvo dal Male quella bambina che gli aveva cambiato il cuore.

Simone Fortunato



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